Fantastico!!!!
mercoledì 24 giugno 2009
martedì 16 giugno 2009
TEOCOLI CADE DALLA MOTO A IBIZA E SI FRATTURA UN GOMITO
Roma, 15 giu. - Nuovo incidente in moto per Teo Teocoli. Si e' fratturato a Ibiza il gomito sinistro: ne avra' per 25 giorni. Mentre si recava in ospedale a fare visita al suo caro amico Roberto Giovalli, Teocoli e' caduto rovinosamente dalla propria moto. Al momento, e' in clinica per accertamenti: ha riportato una frattura al gomito del braccio sinistro (che e' stato ingessato, con prognosi di 25 giorni), varie escoriazioni e diversi lividi su tutto il corpo.
Scherzando, Teocoli ha commentato: "Questa e' la terza caduta da una moto in due anni: molti mi chiedevano, a quando la prossima? ed io rispondevo "aspettiamo l'estate"... ed eccomi qui: da oggi in poi, andro' solo in auto, lo giuro Me ne faro' portare una da Milano. La moto l'ho regalata al giardiniere".
Tratto da AGI
Scherzando, Teocoli ha commentato: "Questa e' la terza caduta da una moto in due anni: molti mi chiedevano, a quando la prossima? ed io rispondevo "aspettiamo l'estate"... ed eccomi qui: da oggi in poi, andro' solo in auto, lo giuro Me ne faro' portare una da Milano. La moto l'ho regalata al giardiniere".
Tratto da AGI
venerdì 22 maggio 2009
Teocoli e "La compagnia dei giovani"
di Valentina Terruzzi
«Sul palco voglio raccontare molto di Milano, degli anni ’60 e non solo, delle osterie, delle balere. E del vecchio Derby: quando ci passo davanti mi vengono in mente tante situazioni. Ogni tanto me le appunto, per poi riproporle e far vedere com’eravamo».
Si illumina Teo Teocoli quando parla del Derby di via Monterosa: quel Derby che negli anni d’oro ha lanciato talenti come Jannacci, Boldi, Abatantuono, Villaggio, Cochi e Renato, Faletti. Giovani di belle speranze, inconsapevoli che un giorno le loro canzonette popolar milanesi, le gag fulminanti, le battute non-sense avrebbero scritto la storia del cabaret italiano. Con quello spirito Teo Teocoli scende in campo, alla guida dei «giovani» di allora: «La Compagnia dei Giovani» appunto, così ha voluto chiamarla («dove il più giovane ha superato i 60 da un po’» scherza Teocoli), che tutti i mercoledì, giovedì e venerdì di maggio, al Teatro Derby di via Mascagni (ore 21, tel. 02-76016352), faranno rivivere il cabaret che fu.
Armando Celso, Tony Dallara, Mario Lavezzi, Zuzzurro e Gaspare, «e altri che stanno arrivando in corso d’opera, come Massimo Boldi, Enrico Beruschi e, perché no, Lino Toffolo o Enzo Jannacci. Mi piacerebbe che Enzo venisse almeno una sera alla settimana, per godere io stesso di quelle canzoni, di quegli sketch».
Non un’operazione amarcord, ma «un happening che si rinnova ogni sera» con grandi nomi ed altri nuovi, apparsi nelle serate dedicate agli emergenti. «Vorrei che il nuovo Derby diventasse un punto di ritrovo – spiega Teocoli -, una palestra per i giovani, dove farsi le ossa, imparare a stare sul palco, e l’occasione per riunire i fuoriclasse del cabaret. Andrea Brambilla e Nino Formicola, per esempio, si sono conosciuti proprio al vecchio Derby – rivela Teocoli -. Qui hanno dato vita all’affiatata coppia dell’ingenuo commissario Zuzzurro e del suo fido assistente Gaspare. Insieme abbiamo fatto «Emilio», «Drive In»: abbiamo tanto da raccontarci. Con Tony Dallara, poi, scopriremo un mondo milanese che pochi ricordano: le balere di una volta, come si cantava, come ci si vestiva, come si formavano le orchestrine per il weekend. Bastava andare in giacca e cravatta per essere del gruppo: «Tu hai il sassofono? Bene. Tu la chitarra? Bene. Allora stasera si lavora là». Ma parlerò anche delle mie vicissitudini, che magari allora mi facevano soffrire, ora fanno sorridere. A volte anche ridere». Ogni sera uno show diverso, fatto di canzoni demenziali, sketch surreali, racconti del foyer del Derby, dove si litigava per le battute, ma poi tutto si risolveva sul palco. «Sarò il conduttore di questa allegra combricola dove ognuno porterà le sue storie, i suoi personaggi. Io, per esempio, al Derby non ho mai portato Caccamo: potrebbe essere la volta buona»
tratto da http://www.ilgiornale.it/
«Sul palco voglio raccontare molto di Milano, degli anni ’60 e non solo, delle osterie, delle balere. E del vecchio Derby: quando ci passo davanti mi vengono in mente tante situazioni. Ogni tanto me le appunto, per poi riproporle e far vedere com’eravamo».
Si illumina Teo Teocoli quando parla del Derby di via Monterosa: quel Derby che negli anni d’oro ha lanciato talenti come Jannacci, Boldi, Abatantuono, Villaggio, Cochi e Renato, Faletti. Giovani di belle speranze, inconsapevoli che un giorno le loro canzonette popolar milanesi, le gag fulminanti, le battute non-sense avrebbero scritto la storia del cabaret italiano. Con quello spirito Teo Teocoli scende in campo, alla guida dei «giovani» di allora: «La Compagnia dei Giovani» appunto, così ha voluto chiamarla («dove il più giovane ha superato i 60 da un po’» scherza Teocoli), che tutti i mercoledì, giovedì e venerdì di maggio, al Teatro Derby di via Mascagni (ore 21, tel. 02-76016352), faranno rivivere il cabaret che fu.
Armando Celso, Tony Dallara, Mario Lavezzi, Zuzzurro e Gaspare, «e altri che stanno arrivando in corso d’opera, come Massimo Boldi, Enrico Beruschi e, perché no, Lino Toffolo o Enzo Jannacci. Mi piacerebbe che Enzo venisse almeno una sera alla settimana, per godere io stesso di quelle canzoni, di quegli sketch».
Non un’operazione amarcord, ma «un happening che si rinnova ogni sera» con grandi nomi ed altri nuovi, apparsi nelle serate dedicate agli emergenti. «Vorrei che il nuovo Derby diventasse un punto di ritrovo – spiega Teocoli -, una palestra per i giovani, dove farsi le ossa, imparare a stare sul palco, e l’occasione per riunire i fuoriclasse del cabaret. Andrea Brambilla e Nino Formicola, per esempio, si sono conosciuti proprio al vecchio Derby – rivela Teocoli -. Qui hanno dato vita all’affiatata coppia dell’ingenuo commissario Zuzzurro e del suo fido assistente Gaspare. Insieme abbiamo fatto «Emilio», «Drive In»: abbiamo tanto da raccontarci. Con Tony Dallara, poi, scopriremo un mondo milanese che pochi ricordano: le balere di una volta, come si cantava, come ci si vestiva, come si formavano le orchestrine per il weekend. Bastava andare in giacca e cravatta per essere del gruppo: «Tu hai il sassofono? Bene. Tu la chitarra? Bene. Allora stasera si lavora là». Ma parlerò anche delle mie vicissitudini, che magari allora mi facevano soffrire, ora fanno sorridere. A volte anche ridere». Ogni sera uno show diverso, fatto di canzoni demenziali, sketch surreali, racconti del foyer del Derby, dove si litigava per le battute, ma poi tutto si risolveva sul palco. «Sarò il conduttore di questa allegra combricola dove ognuno porterà le sue storie, i suoi personaggi. Io, per esempio, al Derby non ho mai portato Caccamo: potrebbe essere la volta buona»
tratto da http://www.ilgiornale.it/
venerdì 1 maggio 2009
Il Derby infinito di Teo "È il ritorno alle origini"
L'intervista
di
Luigi Bolognini
Il Derby continua. Quello calcistico, a distanza, col Milan e il suo sogno mostruosamente proibito di sorpassare l´Inter al fotofinish. Ma soprattutto il cabaret che il rossonero Teo Teocoli ha rimesso in piedi nel teatro di via Mascagni, e che chiude la stagione salendo sul palco con amici come Armando Celso, Tony Dallara, Mario Lavezzi, Zuzzurro e Gaspare, più ospiti vari («una sera ci sarà anche Jannacci») tutti i mercoledì, giovedì e venerdì di maggio, a partire dal 6. «La prossima stagione ripartirà con una sorta di terza pagina, come quelle culturali dei giornali di una volta, ma in versione musica, dando spazio a giovani cantautori».
Quindi non chiudete baracca e burattini, come si sente dire?
«No. Ci sono stati problemi di impianti da mettere a norma, lavori vari da fare. Ma continuiamo e continueremo. Non so se qui: nei mesi prossimi lo stabile, di proprietà comunale, sarà venduto e chissà che ne farà il nuovo padrone. Ma l´assessore Terzi ci ha assicurato che uno spazio per noi ci sarà sempre, da qualche parte. Spero in centro, per tenerlo vivo. Il progetto continua».
Che ci dice di questo spettacolo?
«Con questa "Compagnia dei giovani", come l´ho chiamata - e il più giovane lì dentro sono io - farò una carrellata di vecchi numeri che facevo al Derby storico, quello di via Monterosa 84, ma anche con Boldi ai tempi di Non lo sapessi ma lo so su Antenna 3, primi anni Ottanta. Qualcosa di simile allo spettacolo che poi è diventato Dal Derby al Nuovo e ha sbancato i teatri ovunque, ma con altri sketch. È anche un´operazione culturale, per far conoscere ai giovani, e per questo i prezzi sono bassi, come si rideva anni fa. Cabaret vero, non quello che si vede in tv».
A proposito di tv, la rivedremo da Celentano in autunno?
«No. Neanche se mi chiama. Non per polemica con Adriano, è sempre un amico. Ma ho deciso che in tv vado solo se posso essere me stesso, Teo, con le mie battute e le mie gag, duettare, dialogare, non limitarmi alle imitazioni. Voglio lavorare, esibirmi, fare il capocomico, cosa che mi piace sempre più, salire sul palcoscenico. Quindi la tv mi manca poco. E non a caso faccio la Domenica Sportiva dove sono me stesso».
A proposito, un´ipotesi è che lei dall´anno prossimo ne sia il conduttore e non solo un ospite.
«Giuro, me lo sta dicendo lei ora. Non so che cosa accadrà in Rai, e De Luca è bravissimo. Ma se lui non ci sarà più e me lo proponessero, io accetterei».
Dal Derby al derby. Crede al sorpasso?
«La speranza è l´ultima a morire, ma i giochi sono fatti. Però è bello far soffrire un po´ i cugini: ora noi siamo una buonissima squadra, ma non ottima, e loro una in confusione ma non in ginocchio. Se poi invece vinciamo, prometto cose clamorose. Tipo il Cammino di Santiago de Compostela o salire una scalinata in ginocchio».
tratto da "L'Espresso"
di
Luigi Bolognini
Il Derby continua. Quello calcistico, a distanza, col Milan e il suo sogno mostruosamente proibito di sorpassare l´Inter al fotofinish. Ma soprattutto il cabaret che il rossonero Teo Teocoli ha rimesso in piedi nel teatro di via Mascagni, e che chiude la stagione salendo sul palco con amici come Armando Celso, Tony Dallara, Mario Lavezzi, Zuzzurro e Gaspare, più ospiti vari («una sera ci sarà anche Jannacci») tutti i mercoledì, giovedì e venerdì di maggio, a partire dal 6. «La prossima stagione ripartirà con una sorta di terza pagina, come quelle culturali dei giornali di una volta, ma in versione musica, dando spazio a giovani cantautori».
Quindi non chiudete baracca e burattini, come si sente dire?
«No. Ci sono stati problemi di impianti da mettere a norma, lavori vari da fare. Ma continuiamo e continueremo. Non so se qui: nei mesi prossimi lo stabile, di proprietà comunale, sarà venduto e chissà che ne farà il nuovo padrone. Ma l´assessore Terzi ci ha assicurato che uno spazio per noi ci sarà sempre, da qualche parte. Spero in centro, per tenerlo vivo. Il progetto continua».
Che ci dice di questo spettacolo?
«Con questa "Compagnia dei giovani", come l´ho chiamata - e il più giovane lì dentro sono io - farò una carrellata di vecchi numeri che facevo al Derby storico, quello di via Monterosa 84, ma anche con Boldi ai tempi di Non lo sapessi ma lo so su Antenna 3, primi anni Ottanta. Qualcosa di simile allo spettacolo che poi è diventato Dal Derby al Nuovo e ha sbancato i teatri ovunque, ma con altri sketch. È anche un´operazione culturale, per far conoscere ai giovani, e per questo i prezzi sono bassi, come si rideva anni fa. Cabaret vero, non quello che si vede in tv».
A proposito di tv, la rivedremo da Celentano in autunno?
«No. Neanche se mi chiama. Non per polemica con Adriano, è sempre un amico. Ma ho deciso che in tv vado solo se posso essere me stesso, Teo, con le mie battute e le mie gag, duettare, dialogare, non limitarmi alle imitazioni. Voglio lavorare, esibirmi, fare il capocomico, cosa che mi piace sempre più, salire sul palcoscenico. Quindi la tv mi manca poco. E non a caso faccio la Domenica Sportiva dove sono me stesso».
A proposito, un´ipotesi è che lei dall´anno prossimo ne sia il conduttore e non solo un ospite.
«Giuro, me lo sta dicendo lei ora. Non so che cosa accadrà in Rai, e De Luca è bravissimo. Ma se lui non ci sarà più e me lo proponessero, io accetterei».
Dal Derby al derby. Crede al sorpasso?
«La speranza è l´ultima a morire, ma i giochi sono fatti. Però è bello far soffrire un po´ i cugini: ora noi siamo una buonissima squadra, ma non ottima, e loro una in confusione ma non in ginocchio. Se poi invece vinciamo, prometto cose clamorose. Tipo il Cammino di Santiago de Compostela o salire una scalinata in ginocchio».
tratto da "L'Espresso"
giovedì 30 aprile 2009
martedì 28 aprile 2009
SEDIE D'AUTORE ALL'ASTA PER I TERREMOTATI D'ABRUZZO Serata benefica a ingresso libero: ospite d'onore Teo Teocoli
Domani 28 aprile alle 19.30 nella Sala Alessi di Palazzo Marino si terrà un’importante asta di sedie presieduta dalla prestigiosa casa d’aste Sotheby’s.
Il ricavato sarà devoluto ai terremotati d’Abruzzo.
Questa l’iniziativa del sindaco di Milano Letizia Moratti e dell’assessore alle attività produttive Giovanni Terzi, in collaborazione con la casa editrice Mondadori e il mensile Casaviva.
All’asta saranno 70 su 200 sedie “d’autore” in mostra dal 22 al 28 aprile (dalle 10 alle 20) presso il chiostro di Palazzo Marino. Emblemi del design Made in Italy, le sedie di design sono firmate da creativi come Citterio, De Lucchi, Navone, Colombo e Lissoni.
“Milano” - ha dichiarato l’assessore Terzi – “diventa, per una settimana, la capitale mondiale della creatività, senza dimenticarsi delle criticità che un’altra regione italiana, come l’Abruzzo, sta vivendo”.
L’asta, che avrà come ospite d’eccezione Teo Teocoli, è aperta al pubblico e l’ingresso è gratuito.
La cittadinanza può inoltre devolvere un aiuto per le vittime del terremoto semplicemente lasciando la propria offerta presso l’apposito desk nell’atrio del Comune di Milano.
Altrimenti, il conto corrente su cui è possibile versare la propria offerta per le popolazioni terremotate è:
“Comune di Milano - Milano per l’Abruzzo”
IBAN IT68 A030 6901 7831 0000 0000036.
Il ricavato sarà devoluto ai terremotati d’Abruzzo.
Questa l’iniziativa del sindaco di Milano Letizia Moratti e dell’assessore alle attività produttive Giovanni Terzi, in collaborazione con la casa editrice Mondadori e il mensile Casaviva.
All’asta saranno 70 su 200 sedie “d’autore” in mostra dal 22 al 28 aprile (dalle 10 alle 20) presso il chiostro di Palazzo Marino. Emblemi del design Made in Italy, le sedie di design sono firmate da creativi come Citterio, De Lucchi, Navone, Colombo e Lissoni.
“Milano” - ha dichiarato l’assessore Terzi – “diventa, per una settimana, la capitale mondiale della creatività, senza dimenticarsi delle criticità che un’altra regione italiana, come l’Abruzzo, sta vivendo”.
L’asta, che avrà come ospite d’eccezione Teo Teocoli, è aperta al pubblico e l’ingresso è gratuito.
La cittadinanza può inoltre devolvere un aiuto per le vittime del terremoto semplicemente lasciando la propria offerta presso l’apposito desk nell’atrio del Comune di Milano.
Altrimenti, il conto corrente su cui è possibile versare la propria offerta per le popolazioni terremotate è:
“Comune di Milano - Milano per l’Abruzzo”
IBAN IT68 A030 6901 7831 0000 0000036.
mercoledì 8 aprile 2009
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