giovedì 23 ottobre 2008


CINEMA: TEOCOLI, TENTATO DA UN RUOLO DRAMMATICO

"Felice Caccamo e' il mio alter ego. Prima o poi dovro' fare un film su di lui... A dire il vero sto gia' lavorando alla sceneggiatura. Titolo: L'uomo di Calzone, nel senso di Calzone Vesuviano, il paese di Caccamo". Ha mai pensato invece ad un ruolo al cinema?: "In questi anni mi hanno proposto di tutto, ma mai un ruolo drammatico. Eppure e' proprio quello che mi tenterebbe. Un ruolo serio, in una storia di vita vissuta". Lo dichiara in un'intervista esclusiva Teo Teocoli a Donna Moderna, il settimanale diretto da Patrizia Avoledo e Cipriana Dall'Orto, in edicola domani. "Credo di essere uno dei pochi rimasti - ha aggiunto Teocoli - che hanno voglia di raccontare Milano. E' quello che faccio nel mio nuovo spettacolo (Dal Derby al Nuovo, dal 24 ottobre a teatro). Anzi, credo che questo sara' l'ultimo anno in tournee. Vorrei stabilirmi qui fisso". Il comico, nato a Taranto ma residente a Milano dall'eta' di 2 anni, inizia la sua gavetta al Derby Club di Milano, storico locale di cabaret, per poi diventare uno dei volti piu' amati della televisione. "Mi piacerebbe fare un programma tutto mio - dice - ma dalla quarta serata in giu' - ammette, escludendo la conduzione ad esempio di un varieta' o Sanremo, perche' dice: non accetterei perche' so che non mi farebbero fare quello che voglio. Una volta gli artisti erano il perno della tv, adesso tutto ruota attorno a personaggi che sono nati ieri. Una tristezza".

(22 ottobre 2008)

tratto da
http://www.repubblica.it/ultimora/24ore

giovedì 2 ottobre 2008

Milano/ Teo Teocoli ad Affari: "Mollo il teatro Derby e recito in dialetto"


Di Nicole Cavazzuti

La sfida era già di per sé impegnativa: riportare il Derby a Milano. A provarci era stato Teo Teocoli, che il gennaio scorso ne aveva riaperto le porte in una nuova location: l’ex cinema Nuovo Arti, grazie all’intervento del Comune (che aveva messo a disposizione lo spazio) e in collaborazione con il Teatro delle Erbe. Ma oggi la situazione è del tutto cambiata: si parla infatti del progetto di abbattere la palazzina e Teocoli (che debuttò al Derby non ancora ventenne), con un'intervista ad Affaritaliani.it, non nasconde una certa perplessità: “Nell’incertezza non continuo". Cosa farò da grande? "Per la mia vecchiaia sogno di fare come Piero Mazzarella: ovvero vorrei lavorare solo a Milano, magari in dialetto”.

Da gennaio a giugno 2008 hai fatto ben 22 serate al Derby, mentre da qui a gennaio non compari in cartellone nemmeno una volta. Ti sei già stufato?
“No, anzi, mi piace l’idea di esibirmi davanti a piccole platee! Non mi esibirò al Derby perché sono in tournée con l’inedito show Dal Derby al Nuovo, che approderà al Teatro Nuovo di Milano dal 30 al 18 dicembre”.

Ma è vero che c’è il progetto di abbattere la palazzina del teatro Derby?
“Purtroppo sì: ho parlato con il sindaco, che l’anno scorso era entusiasta dell’idea di riaprire il teatro, e mi ha assicurato che per almeno due stagioni non dovrebbero esserci problemi. Due stagioni!? Io sono convinto che non si può fare un buon lavoro sapendo che lo spazio sta per chiudere”.

Se il Derby è destinato a chiudere, tu che intenzioni hai in qualità di direttore artistico?
“Non lo so ancora. L’anno scorso ho lavorato quasi gratis, facendo pure dei sacrifici. Ma nell’incertezza del futuro non credo di continuare”.

tratto da Affaritaliani.it

mercoledì 3 settembre 2008

Dopo l’incidente l’appello di Teocoli: «Occhio ragazzi, la vita è bella...»


«Ragazzi, sarà banale: la vita è bella, morire a 18 anni è proprio un peccato». Sono queste le parole che ieri Teo Teocoli ha rilasciato ai microfoni della Rai, rivolgendosi ai giovani in modo semplice e immediato. Un invito, meglio un appello ad essere responsabili e prudenti al volante, in cui è evidente, benché implicito, il riferimento all’incidente in cui è stato coinvolto in prima persona lunedì.
In zona Garibaldi un ragazzo alla guida di una Smart lo ha investito perché, nella fretta, non ha visto il semaforo rosso né tanto meno Teocoli alla guida della sua storica (oltre che amata) Vespa. Nel complesso si potrebbe archiviare il capitolo come una disavventura a lieto fine. Fortunatamente non è successo niente di grave, una caviglia slogata e alcune escoriazioni sul palmo delle mani, «una cosa che mi ricorda...», ammicca lo showman del Derby mentre alza le mani come a mostrare le stimmate. Tuttavia non sempre finiscono senza vittime le storie del traffico, spesso per errori facilmente evitabili. A chi li commette forse bisognerebbe ricordare la prima regola della strada. Semaforo verde: passare. Giallo: prepararsi a frenare. Rosso: fermarsi. Un concetto universale, uguale cioè per tutti, senza eccezioni, che siano a piedi, in bicicletta, scooter, moto, macchina, tram, bus e - se ancora non fosse abbastanza chiaro il messaggio - anche per i tir! Non è difficile, eppure quante persone sembrano non capirlo? E quante diventano daltoniche in prossimità del semaforo? Non servono numeri, dati o statistiche per rispondere. Troppe, persone sorvolano questo principio elementare, per poi improvvisarsi inventori di giustificazioni (scarsamente) fantasiose o trovandosi a dire con un filo di voce: «Scusa, scusa, ma sei Teo Teocoli?».
Allora sarà noioso ripetitivo e banale - come ha affermato ieri Teocoli - ma finché gli incidenti simili capiteranno, sarà giusto ripeterlo. Sono di quest’avviso anche i consiglieri della Commissione congiunta Salute-Trasporti di Milano, sorta proprio per combattere l’irresponsabilità dei milanesi al volante per il bene loro e dei cittadini. Come? Insistendo nel sensibilizzare i ragazzi, nei controlli e, soprattutto, mostrando la massima rigidità con chi sorpreso a non rispettare le regole. Questi i passi che darebbero una potente spinta sull’acceleratore - in questo caso concessa e auspicata - lungo la discesa del numero di incidenti nelle vie meneghine. Il percorso sta procedendo nel senso giusto, dato che si è registrata una riduzione del 20% di sinistri negli ultimi 4 anni. Tuttavia non bisogna accontentarsi, perché il dato, benché positivo, ha ancora un grave difetto.
Si tratta di quel senso d’onnipotenza unito ad autogiustificazione, molto diffuso tra i patentati, che compare tra le cause più frequenti di incidente. E va azzerato.

tratto da ILGIORNALE.it

domenica 31 agosto 2008

Teo Teocoli: "Prima la porchetta, poi, io e Tombolini, alla Domenica Sportiva".


Teo Teocoli, aIla fine la Rai ha avuto il calcio. Senza calcio la Ds avrebbe perso il suo show man?
«Ci sarci stato comunque. Sono legato a questa trasmissione nata nel 1954. Anche senza gol ci saremmo arrangiati. Del resto c'è Sky che dà tutto e di più, quando arriviamo noi possiamo rendere un servizio utile soltanto a chi è andato fuori porta a mangiare la porchetta».

Sarà il Teocoli di Notti Europee?
«Impossibile. A giugno si poteva scherzare sul calcio in un contesto molto particolare, invece il campionato è una cosa troppo seria, non si accettano gli sfottò. Si incazzano davvero, ci vuole sobrietà».

Quindi un Teocoli in tono minore?
«No, cercherò di essere brillante come al solito perché è il mio ruolo. Però non mi vedrete truccato da Moratti, anche per mancanza di tempo».

Contento di ritrovare Tombolini?
«Non vedo l'ora di vedere lui e di prendere in giro Collovati. Con il Tombo siamo ormai una coppia affiatata. Bisogna perfino tenerlo a freno, non caricarlo troppo. Come quando agli Europei ha inventato la gag del semaforo per giudicare gli arbitri».

Uno dei suoi personaggi meglio riusciti purtroppo mancherà all'appello: il presidente Sensi.
«Si arrabbiò quando lo imitai. Mi telefonò dicendo che lui tutte quelle parolacce che gli mettevo in bocca non le aveva mai dette in vita sua. Io mi sono specializzato nel fare il verso a personaggi di una certa età. Purtroppo la vita qualcuno me l'ha già portato via».

Il Milan brasiliano?
«Resto scettico su Ronaldinho, non per la condizione fìsica, ma perché punte e mezze punte ne abbiamo anche troppe».

Sheva?
«Mancava soltanto lui. Non capisco a cosa possa servire. La verità è che alla fine viene di nuovo fuori Superpippo e li manda a casa tutti».

Mourinho le rovinerà il derby?
«Un bel personaggio, un po' troppo plateale. Recita, fa davvero lo Special One. Mi è antipatico, ma soltanto perché è interista».

Caccamo sarebbe orgoglioso di questo Napoli?
«Intanto ha aperto una succursale del negozio di antiquariato Cose d'altre case, visitabile soltanto dopo mezzanotte, a Ischia e Procida. Gli piace la squadra, ma non riesce a pronunciare 'sti cavoli di nomi dei giocatori stranieri. Una domanda? Il Torino ha mica preso Vettorello?».

Quindi il mitico Gianduia sopravvive?
«Lo ripropongo sempre quando vengo a Torino».

A voi milanisti che effetto fa la nuova Juve?
«Amauri è il miglior centravanti italiano e farà tanti gol. Juve e Fiorentina saranno le principali antagoniste dell'Inter. Sul mio Milan, un grosso punto di domanda».

Chi potrà stupirla?
«Gilardino. Farà tanti gol con la maglia viola».

Fabio Verignano
tratto da "La Stampa"

martedì 26 agosto 2008

Teo canta Battisti (Saltimbanchi si muore - 1980)

Uno degli sketches storici che preferisco... Teo, mi sbellico sempre dalle risate, nonostante lo conosca quasi a memoria: sei grandissimo!!!

domenica 24 agosto 2008

Zan Zan Le Belle Rane

TEO, da spalla, diventa INEVITABILMENTE la star dello sketch... una stella che brilla senza dover fare nulla di particolare!!!