domenica 20 febbraio 2011
mercoledì 3 novembre 2010
Non andrò mai più a Mediaset

"Non andrò mai più a Mediaset, mai più. Ormai i tempi di 'Mai dire Gol' sono finiti". A parlare è il comico Teo Teocoli, protagonista di un talk show sportivo in diretta sul web. "Silvio Berlusconi si interessa di tutto e non lascia perdere niente, ma se tornasse a fare l'imprenditore e a occuparsi di tv, secondo me la migliorerebbe. Il figlio Pier Silvio - prosegue - è un po' meno bravo: ha meno fantasia, meno energia, meno sprint", confessa il comico nell'intervista del settimanale 'Diva e Donna' in edicola da domani. Non esclude la possibilità di un ritorno in Rai: "Dipende dalle trasmissioni. Non posso dire che mi piacerebbe partecipare a qualche reality o a 'Ballando con le Stelle' piuttosto che ai 'Migliori Anni', quello li ho già vissuti. Per carità - continua - in tutti si balla e si canta, ma io ho privilegiato gli show con Adriano Celentano, Gianni Morandi". Proprio in riferimento al cantante in veste di conduttore per la prossima edizione del Festival di Sanremo, dichiara: "Se mi chiama per Sanremo, magari ci vado".
tratto da http://notizie.virgilio.it
giovedì 23 settembre 2010
martedì 7 settembre 2010
Teo torna al Cinema!
Diventa un film il Bar Sport di Stefano Benni, per la regia di Massimo Martelli. Le riprese sono cominciate a Sant'Agata Bolognese (produzione Aurora Film e Rai Cinema).
Nei ruoli più importanti, figurano Claudio Bisio (il tennico), Giuseppe Battiston (il proprietario del Bar), Antonio Catania (Muzzi), Bob Messini (Cocosecco), Antonio Cornacchione (Bovinelli), Angela Finocchiaro (Angela), Lunetta Savino ( Lunetta) Teo Teocoli (il playboy), Gianluca Impastato (Pinotti), Alessandro Giampaoli (Poluzzi), Vito (Geometra Buzzi) Roberta Lena (Elvira Lire Tremila), la rivelazione Aura Rolenzetti e un attore a sorpresa che avrà l'onore e l'onere di mangiare la vera protagonista del film, la mitica Luisona. Sceneggiatura di Nicola Alvau, Massimo Martelli, Giannandrea Pecorelli (anche produttore del film), Michele Pellegrini.
tratto da "Cinecittà News"
Nei ruoli più importanti, figurano Claudio Bisio (il tennico), Giuseppe Battiston (il proprietario del Bar), Antonio Catania (Muzzi), Bob Messini (Cocosecco), Antonio Cornacchione (Bovinelli), Angela Finocchiaro (Angela), Lunetta Savino ( Lunetta) Teo Teocoli (il playboy), Gianluca Impastato (Pinotti), Alessandro Giampaoli (Poluzzi), Vito (Geometra Buzzi) Roberta Lena (Elvira Lire Tremila), la rivelazione Aura Rolenzetti e un attore a sorpresa che avrà l'onore e l'onere di mangiare la vera protagonista del film, la mitica Luisona. Sceneggiatura di Nicola Alvau, Massimo Martelli, Giannandrea Pecorelli (anche produttore del film), Michele Pellegrini.
tratto da "Cinecittà News"
martedì 13 luglio 2010
Teocoli: Expo, una speranza per Milano Ma sogno un grande centro senza auto

MILANO - [Esplora il significato del termine: MILANO - Teocoli, è in vacanza? «Sì, anche se Ibiza sta diventando come Milano: troppe macchine». Le manca la sua città? «Milano mi manca sempre, vado via solo in estate o per lavoro. A breve, per esempio, sarò in tournée con la ] MILANO - Teocoli, è in vacanza? «Sì, anche se Ibiza sta diventando come Milano: troppe macchine».
Le manca la sua città?
«Milano mi manca sempre, vado via solo in estate o per lavoro. A breve, per esempio, sarò in tournée con la "Compagnia dei giovani" in giro per l’Italia».
Fanatico del cemento?
«No, anzi. Ma il verde mi piace in campagna. Io e Adriano (Celentano) siamo amici, ma se bisogna costruire, secondo me è più giusto farlo in città. Vediamo adesso cosa succede con Citylife, Garibaldi-Repubblica, Expo».
Fiducioso?
«Abbastanza, sì. Potrebbe uscire un volto nuovo di Milano. Anche se ho nostalgia delle Varesine. Però, e questo mi fa soffrire, ultimamente ho l’impressione che in città si lavori solo per le automobili. Box, parcheggi infiniti. Non se ne esce. Basta vedere la Darsena. Ah, lì mi girano...».
Perché?
«Perché noi adoravamo quel posto. Del resto i Navigli li ha disegnati Leonardo, mica un pirla. Ora dicono che hanno annullato il progetto del parcheggio, ma chissà quanti anni ancora andremo avanti. Che poi tutte le volte trovano resti di mura spagnole. Ma non lo sapevano?».
Evidentemente...
«Evidentemente no! E piazza XXV Aprile? Meglio tacere. Lo Smeraldo non ha più il foyer, non ci si riesce ad arrivare».
Lei come si muove?
«In Vespa. Così evito il traffico. E almeno due, tre volte alla settimana riesco a bere un caffè al mio bar storico in piazzale Istria. In auto sarebbe impossibile».
Soluzione?
«Un grande centro chiuso alle auto. Non vedo alternativa. Adesso si sono inventati le multe a strascico per la doppia fila, ma la gente se ne frega».
Lei insiste sul traffico, ma lo smog non le dà fastidio?
«È questione di correnti d’aria. Per risolvere il problema bisognerebbe tirar giù il Turchino come dicevano a Portobello. Ma, a parte gli scherzi, penso che l’unica soluzione sia limitare il numero di auto che circolano in città».
Le manca la Milano di una volta?
«Non vorrei fare il nostalgico, ma era bellissima. Soprattutto negli anni Sessanta. C’erano cinquanta cinema. Ora, in certi multisala, sembra di stare in una camera ardente con due vecchietti agonizzanti. Tra San Babila e piazza Diaz si contavano 15 - 16 locali. Il bar Jamaica era pieno di artisti, la gente era sempre in giro. E poi noi del Derby animavamo le serate: io, Boldi, Jannacci, Pozzetto, Abatantuono. Che squadra».
Ora?
«In corso Vittorio Emanuele dopo le nove di sera non c’è più nessuno, è tutto chiuso, del resto ci sono solo boutique. E in periferia è lo stesso: da ragazzino vivevo con i miei in un alloggio popolare a Niguarda. La sera nel cortile del caseggiato c’erano trecento persone tra bambini, mamme urlanti, papà di ritorno dalle fabbriche. Era la Milano della gente che si parlava, non come adesso. Posso dire una cosa controcorrente?». Tipo? «A me piaceva anche la Milano da bere. Tutti ne parlano male, ma si lavorava e ci si divertiva. Ora c’è la Milano dell’happy hour».
Giudizio?
«Mah. Non saprei. Noto solo che chi "sta bene" ha troppa paura di perdere ciò che ha conquistato. Siamo tutti diffidenti, abbiamo paura degli stranieri. Poveretti, loro vengono qui per lavorare, non tutti sono delinquenti. A volte mi chiedo dove sia finito il nostro coeur in man».
Lei che è stato testimonial dell’Amsa cosa pensa della pulizia cittadina?
«I milanesi dovrebbero essere più civili, soprattutto con i mozziconi di sigaretta. Ma non mi sembra la sporcizia il problema più grave di Milano».
Ce ne elenca qualcuno?
«Bé, oltre al traffico, adesso ho il pallino dello sport».
Lo sport? E cosa c’entra?
«Manca un torneo di tennis come si deve, l’atletica, il nuoto. Mancano i mecenati. Sono rimasti solo lo zio Giorgio (Armani, ndr) e l’amico Massimo Moratti».
E delle liti su Expo cosa dice?
«Ma lì è ovvio che litighino: mancano i soldi».
Senta, Teocoli, lei fece un’imitazione superlativa del sindaco Albertini in mutande. Ha in mente qualche bis?
«Per il momento no. Però mi manca Albertini. Quando lo incontrai fu gradevolissimo, un vero galantuomo».
E milanista come lei.
«Meglio non toccare l’argomento. Abbiamo venduto Kakà, ma si può? Non ci è rimasto nessun calciatore attorno al quale costruire il gioco».
Voto complessivo a Milano?
«No, non posso dare voti. Io Milano la amo perdutamente e non la lascerei mai. Anzi, ritiro tutto quello che di male ho detto finora. Sono un innamorato fedele».
Annachiara Sacchi
12 luglio 2010
tratto da Milano-Corriere.it
venerdì 4 giugno 2010
Tra risate e canzoni, è la serata di Teo Teocoli

Teo Teocoli è uno con una marcia in più, che di star fermo o zitto non ne ha mai voluto sapere e men che meno adesso, a 65 anni suonati. Dagli un palco e un microfono e ti trasforma una tranquilla e ventosa serata di giugno in un evento speciale, tra risate, canzoni e appassionati aneddoti: è "La compagnia dei giovani", ultimo show del Teo, dopo lunga tournée alle Cave di Botticino.
Sul palco anche l’ amico "degli anni ’60" Mario Lavezzi, grande autore, musicista e cantante, conosciuto allora da Teocoli e ritrovato, in mezzo due lunghe e brillanti carriere parallele, dopo 40 anni. Efficace, come da anni, accompagnatrice, la band dei Doctor Beat. Coloratissime luci mobili e fari bianchi sul pubblico per gli applausi, a completare.
Teo ti conquista pezzo a pezzo: i fans di una vita (dagli "anta" in su) applaudono e ridono ancora prima che entri, i giovani cominciano più cauti, alla fine le sedie sussultano regolarmente di risate, oppure i 6-700 presenti rimangono ammirati dalla duttilità fisica e vocale dello showman.
tratto da www.giornaledibrescia.it
foto reporter Campanelli
martedì 16 marzo 2010
Gitana
Sono da poco riuscita ad ottenere il 45 giri originale di questa splendida canzone interpretata da Teo nel 1984, (cercato disperatamente a quei tempi ma con insuccesso...), grazie alla complicità di due persone splendide incontrate su Facebook e che voglio ringraziare anche qui: Lorenza e Sofia.
Condivido "Gitana" con chi ama Teo e la sua arte, sperando, anzi, con la certezza di fare cosa gradita!
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